Petra – Un Viaggio fatto di Uom ini, di Semi e Piante. Il network nazionale e itinerante


Fondazione BioHabitat

presenta

Fare Rete con Biodiversity.Bio
“Un Viaggio fatto di Uomini, di Semi e Piante” Il network nazionale e itinerante

Venerdì 17 febbraio, ore 15

presso
PETRA – MODENANTIQUARIA – MODENAFIERE

Intervengono:
Benvenuto di Paolo Fantuzzi – Amministratore Delegato ModenaFiere
Prof. Stefano Bocchi – Agronomo, Università di Milano
Maria Pirrone – Presidente nazionale dei giovani della Cia
Gianluca Cristoni – Fondazione BioHabitat
Steno Tonelli – Globe Theatre
Modera Marcella Marzari – The Network Spirit – con la partecipazione artistica di Maurizio Corrado

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Perchè parlare di Biodiversità a Petra-Modenatiquaria? I motivi sono essenzialmente due: innanzitutto storia e tradizioni sono alcuni degli elementi su cui si fonda il percorso a sostegno alla Biodiversità; in secondo luogo è più che mai necessario fare rete d’impresa, condivisione di idee, di progetti e cultura. E’ come dare vita a un bosco sostenuto da valori e innovazione. Questo è Biodiversity.Bio che verrà presentato in una foresta misteriosa, tropicale e avvolgente che ci conduce in “Un Viaggio fatto di Uomini, di Semi e Piante”, tema proposto da Fondazione Biohabitat e Latifolia Group.

L’appuntamento è per venerdì 17 febbraio a Petra, padiglione dedicato all’arredo e al design di parchi, giardini e spazi verdi, nell’ambito di Modenantiquaria, la fiera d’alto antiquariato in corso a Modena Fiere dall’11 al 19 febbraio. Un’occasione per visitare la manifestazione e partecipare ad un evento costruito nel set di un vero e proprio film.

Questa affascinante cornice, nata sfogliando le tavole di Corto Maltese, l’avventuriero creato da Hugo Pratt, rappresenta la tappa di partenza del tour di Biodiversity.Bio, è un treno che tra l’immaginario e una collana di eventi programmati, percorrerà l’Italia dalla Sicilia alle Alpi, attraverso fiere e manifestazioni internazionali, puntando al 2019. Un viaggio iniziato da Latifolia Group nel 2001 e che oggi prosegue con la partecipazione della Fondazione BioHabitat nella raccolta e nella promozione di testimonianze, storie e tradizioni del Made in Italy con l’intervento di ministeri, istituzioni, associazioni di categoria e aziende leader nel settore agricoltura, ambiente e florovivaismo.

“Un Viaggio fatto di Uomini, di Semi e Piante” è nel progetto di Biodiversity.Bio il network di comunicazione. Uno strumento di collegamento e una piattaforma online, pensata per raggiungere un pubblico sempre più ampio dando risposte immediate, semplici e costruendo insieme le vere notizie. Biodiversity.Bio invita alla partecipazione architetti, designer, paesaggisti e accademici per condividere idee e prospettive sulla salvaguardia dell’ambiente e sul tema della biodiversità.

“Il progetto nasce dalla volontà di raccogliere e portare avanti l’eredità del Parco della Biodiversità realizzato a Expo. Per farlo vogliamo coinvolgere coloro che hanno contribuito alla costruzione non solo fisica, ma anche progettuale, culturale e scientifica di quel messaggio, declinando la biodiversità in un tour dalla Sicilia alle Alpi e dando vita a un network, a un’attività di contenuti, notizie e di socialità che racconti i nuovi obiettivi dei soggetti coinvolti nell’impresa agricola sul territorio. Questo è Biodiversity.Bio: un luogo fisico e virtuale d’incontro per i protagonisti della rete d’impresa”. Gianluca Cristoni

Contatti: accrediti stampa Ufficio Stampa – Giulia Foschi – 338 6303693 – stampa@thenetworkspirit.it
Direzione The Network Spirit – Marcella Marzari – 347 5109352 – www.thenetworkspirit.it

Per organizzazione evento Marcella Marzari – 347 5109352 – info@thenetworkspirit.it

Un’occasione per visitare la manifestazione e partecipare ad un evento costruito nel set di un vero e proprio film.
Petra-Modenantiquaria http://www.modenantiquaria.it

Biglietto di ingresso alla Fiera: Intero euro 15,00 ridotto € 12,00

intervista dalla redazione di The Network Spirit – www.biodiversity.bio

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DE NIGRIS – A CARPI SI INAUGURA IL BALSAMICO VILLAGE

 

Dalla prima bottiglia di aceto balsamico al luogo che lo racconta al mondo:
quando una family company interpreta il territorio

 A CARPI SI INAUGURA IL BALSAMICO VILLAGE

DE NIGRIS

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A CARPI SI INAUGURA IL BALSAMICO VILLAGE
Il primo Parco a Tema agroalimentare del Made in Italy

Creato dal Gruppo De Nigris, leader nella produzione di aceto balsamico, realizza un percorso di rara bellezza tra natura e arte: 700.000 metri quadri di storia, enogastronomia e territorio attorno alle tinaie in cui riposano 7 milioni di litri d’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Carpi, 7 ottobre 2016 – In pochi luoghi al mondo si può usare così tante volte la parola “balsamico” come in questo angolo di Emilia, dove sabato 8 ottobre si inaugura il Balsamico Village, il primo Parco a tema dedicato a un’eccellenza agroalimentare del Made in Italy. Sarà un luogo “balsamico” due volte: sia perché questo piccolo angolo di paradiso è un balsamo dell’animo, sia perché è nel cuore dei luoghi deputati alla creazione di uno dei prodotti più famosi della tradizione emiliana, l’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Oltre 40.000 mq nella campagna tra Carpi e Correggio realizzano un percorso nel verde attraverso cui scoprire piacevolmente l’intera filiera di produzione dell’aceto balsamico IGP e vivere un’esperienza immersiva del tutto inedita per l’Italia.

Il cuore del Balsamico Village è la sala di invecchiamento, dove 7 milioni di litri di aceto riposano in botti di rovere. Attorno a loro si estendono 70 ettari di vigneti curatissimi e una natura dove godersi un momento di relax, seguendo la vita dell’aceto balsamico, dall’uva alla sua ampolla, non tralasciando di degustarlo sotto la guida dei maestri acetieri per apprezzarne ogni sfumatura.

Presso il Balsamico Village è possibile partecipare a degustazioni guidate e a tour approfonditi e altamente specializzati in vari ambiti – chimico, agrario e culinario, enologico e in scienze dell’alimentazione – accompagnati da esperti in grado di svelare i segreti di questo prodotto. Oppure, semplicemente, si può ammirare il bellissimo paesaggio della “Balsamic Valley” modenese e la distesa di ettari vitati che lo caratterizza salendo sulla collina panoramica, dove da una “grapewatch” si apprezza un paesaggio di rara bellezza. Sulla sommità della collina sono stati piantati i 7 diversi tipi di vitigni da cui si ricava mosto per l’Aceto Balsamico di Modena IGP. Da qui si diparte un orto botanico verticale percorso da un piccolo corso d’acqua, in grado di evocare esperienze multisensoriali.

Il pubblico, dai foodies più attenti alle famiglie, fino alle aziende in cerca di luoghi con cui emozionare i propri ospiti, potrà apprezzare l’area museale all’aperto che ripercorre la storia dell’Aceto Balsamico, anche nelle arti e nella letteratura, e assistere, dall’anfiteatro decorato con ceramiche di Sassuolo dipinte a mano, a rappresentazioni e spettacoli.

Il Balsamico Village ospita nel suo complesso Villa Grimelli, un elegante edificio neoclassico, edificato nel XVII secolo, che ha contribuito in modo significativo alla storia dell’Aceto Balsamico: è stata dimora a metà del 1800 del Prof. Geminiano Grimelli (1802-1878), primo chimico ad aver studiato e codificato l’“oro nero” del modenese. La famiglia De Nigris l’ha riportata all’antico splendore nel 2012 dopo un accurato restauro. Ora è a disposizione per “exclusive tour” in cui rivivere l’atmosfera del 700 in una cornice di affreschi e opere d’arte contemporanea.

Creato dalla famiglia De Nigris proprio accanto alla sede del Gruppo, il Balsamico Village è un tributo alla passione per l’aceto balsamico di questa famiglia, ora guidata da tre fratelli: Armando, Raffaele e Luca, eredi del maestro acetiere Armando De Nigris che fondò l’azienda nel 1889, in provincia di Napoli.

Già presente da anni a Carpi, nel 2008, con un investimento di 20 milioni di euro, il Gruppo De Nigris avvia il progetto “Balsamico Village”. « E’ un modo nuovo di presentare l’eccellenza agroalimentare italiana, trasformandola in un modello in grado di capitalizzare una risorsa nazionale fino a oggi sottovalutata – spiega Armando, Presidente della De Nigris – lo scopo è intercettare quella tendenza sempre più marcata che porta in Italia visitatori interessati ai nostri sapori quanto alle nostre opere. Così come abbiamo gli scavi di Pompei per illustrare la storia, o gli Uffizi per l’arte, dobbiamo trovare luoghi adatti dove raccontare anche quei prodotti che oggi ci rendono famosi nel mondo. Mi auguro che altri imprenditori raccolgano il nostro esempio e possano sorgere in Italia altre realtà dedicate a DOP e IGP simili a questa».

La struttura, che è anche sede dell’Accademia De Nigris, conta uno staff di addetti all’ospitalità che accoglie turisti, istituzioni, chef, cooking lab e università da tutto il mondo, coinvolgendoli in un’esperienza emozionale che nasce dalla cultura enogastronomica tradizionale del territorio.

L’aver creato il Balsamico Village è valso recentemente alla De Nigris l’Italian Talent Award, consegnato dal Presidente del Senato Pietro Grasso, destinato a premiare chi si è distinto nel portare sulla scena internazionale il “lifestyle” e l’enogastronomia del nostro Paese.

 

www.balsamicovillage.it


 

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LUCA TELESE – intervista a Luigi Crespi su liberoquotidiano.it

da Le interviste di Libero del 27/06/2016

intervista a Luigi Crespi  «Vi svelo il segreto dietro il miracolo dei capelli del Cav»

«Tutto nacque da uno scontro sui manifesti elettorali truccati…Renzi è solo una copia di Silvio. La Raggi pare libera, non lo è»

di LUCA TELESE

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Luigi: sei stato autonomo, militante, sondaggista, consigliere di Berlusconi, im-putato, spin doctor, pubblicitario..

«Vero. Ma la sliding door del-la mia vita è quella che mi ha tenuto lontano dal terrorismo».

Racconta.

«Maggio 1977, Milano. Fre-quentavo l’area dell’Autonomia Operaia: stavo per entrare nella lotta armata».

Per modo di dire?

«No, per davvero. Tirano una bomba incendiaria a casa mia ma non esplode».

E poi?

«Mi sparano due colpi di pi-stola in via Celentano. Ancora oggi trovo al tatto i due proiettili infilati nel muro».

Perché?

«Furori giovanili: la rabbia, l’antifascismo militante: lambivo Prima Linea. Avevo 15 anni. La mia fortuna».

In che senso?

«Temporeggiavano. Non mi cooptavano perché ero troppo giovane».

Che succede?

«Mia madre, comunista, è molto preoccupata. Una sera mi dice: “Vieni a vedere Pannella in Tv!”».

E ti cambia la vita?

«Ipnotizzato. Contrappone la bellezza dello stare insieme e la non violenza, alla lotta armata. Mi colpisce a tal punto che mi iscrivo al Pci».

Non ai Radicali?

«Psicanaliticamente era un ritorno alla famiglia. Anni dopo Pannella si arrabbierà: “Ma scusa, tu resti incantato da un mio comizio e ti iscrivi al Pci? Sei un assoluto coglione”. Aveva ragione».

Nel tempo del tripolarismo in cui bisogna riscrivere tutte le mappe della politica, per capire che aria tira, ascolto uno come Luigi Crespi. La sua è una storia un po’ americana: inizi ribellistici, giovinezza comunista, vita professionale Berlusconiana, poi tracollo giudiziario, resurrezione. Oggi si occupa “di creare valore attraverso la formazione e la comunicazione”, ma resta un analista politico doc.

Quando esci dal Pci?

«Mai. Sono rimasto nel parti-to fino al 1989, poi si è dissolto».

Inizi a lavorare.

«Vendevo pubblicità, polizze di assicurazione, anche bigiotteria».

E volevi fare il guerrigliero!

«Erano anni straordinari: passavo i week end tra il teatro dell’Elfo, il Lirico e la Palazzina Liberty».

Il salto di qualità?

«Divento direttore marketing di una società di comunicazione della signora Laccisaglia che si occupava soprattutto di moda intima».

E poi?

«Il nipote della proprietaria era dirigente alla Philip Morris. Un giorno mi dice: “Ho un problema in una azienda di comunicazione che si chiama Datamedia”.»

Quale?

«Era diretta da Badalich, un guru di internet, morto giovane. Mi manda lì e passo dalle mutande al destino della mia vita».

Cosa ti inventi?

«La radio stava diventando impresa. Lavoro con gli Hazan, Cecchetto e Volanti, ci inventiamo una indagine che cambia tutto».

Cioè?

«Radar: per misurare l’ascolto delle radio, da cui nascerà Audiradio. Stessa cosa che poi faremo con le tv locali con Tvbank».

Un po’ sondaggista un po’ pubblicitario.

«Nel 1994 arriva l’uninominale e cambia di nuovo tutto. La mia doppia competenza di marketing e politica diventa preziosa».

Cosa ti inventi?

«Media relations, un pacchetto chiavi in mano: 10 milioni di lire per dare ai candidati tutti gli estremi dei loro collegi».

E funziona?

«Inizio regalandolo a Antonio Marano, direttore di Rete 55, Paolo Romani Telelombardia e Vincenzo Vita responsabile mass media del Pci. Tutti e tre vengono eletti. E vendo il pacchetto a tutti».

Risultato?

«Marano mi porta nella Lega e mi presenta a Funari».

Funzioni?

«No! Mi dice: “Sei bravo, ma grasso, assomigli a Ferrara. Perdi 30 chili o non servi a nulla”».

E tu?

«A settembre torno magro: mi scrittura per Funari News. Ospite fisso».

Il cielo con un dito.

«È il 1995 e sto andando incontro alla prima tragedia della mia vita: le bandierine».

Come accadde?

«Mi chiama Emilio Fede: “Mi fai gli exit poll?”. Servono un sacco di soldi, gli dico. E lui: “Ti do 150 milioni”. Gli rispondo che con quei soldi al massimo posso farti gli “in house poll”: telefonate a casa».

Che accade dopo?

«La struttura della mia società è acerba, i soldi pochi, l’entusiasmo politico di Fede incontenibile. Si produce quella sceneggiata che è arrivata da Blob alla Corea».

Racconta.

«Iniziamo al Tg4 con le bandierine azzurre su tutte le regioni, a fine serata sono tutte rosse».

Ah ah ah….

«Il giorno dopo Funari mi licenzia in diretta: “Crespi? Non lo vedrete più”».

Era arrabbiato.

«Vengo massacrato, deriso, perdo metà fatturato. La mia vita è finita».

E come risorgi?

«Berlusconi! Dice: “Quei sondaggi erano la verità: la Sinistra ha fatto i brogli!”».

Lo incontri?

«In campagna elettorale: seguivo Ciaurro a Perugia. Berlusconi tarda tre ore. Intrattengo la platea, e poi lo accolgo. Finisce la serata e mi dice: “Vieni ad Arcore!”».

E tu corri?

«No. Mi pareva una frase di cortesia».

Sei matto?

«Ma era un destino. Nel 1996 affonda una chiatta di albanesi. Lui va lì e piange».

E tu che c’entri?

«Facevo sondaggi in Rai: noto che l’opinione valuta le lacrime positivamente».

E che succede?

«Mi chiama Niccolò Querci: “Il dottore vuole vederla”».

Stavolta ci vai.

«Di corsa. Mi dice: “Noi dobbiamo collaborare. Ho capito che lei vale il giorno delle bandierine: l’unico ad avere il dato giusto”».

Che periodo era?

«Il 1996: Prodi ha vinto. Berlusconi si vede nell’angolo. Faccio con lui la traversata del deserto».

Facevate molti spot.

«Così efficaci che D’Alema si inventò la par condicio per bloccarli».

Ed è qui ti guadagni lo stipendio.

«Gli propongo di sostituire la Tv con campagne di affissione legate a eventi: dei veri e propri tazebao i famosi 6X3. Il suo grafico, Ermolli, metteva tutte queste foto di Berlusconi ritoccando i capelli…».

E tu?

«Mi disperavo: “È ridicolo. La gente la vede calvo e poi sul poster la trova così”.

E Berlusconi?

«Hai ragione. Ma non togliamoli dai manifesti: me li rimetterò io!”».

“Una scelta di campo”?

«Era suo. Non mi è mai piaciuto. La nave azzurra pure, idea sua».

Siamo alle Politiche 2001, cosa gli proponi?

«Un poster con lo slogan: “Meno tasse per tutti”. Lui lo guarda e dice: “Geniale: com’è possibile che in 50 anni nessuno ci abbia pensato?”».

E il contratto con gli italiani?

«È  entrato  nel  mito,  ma l’originalità è stata nella confezione di quell’idea: un imprenditore che sigla un vero contratto con gli elettori. Gli dissi: “Deve firmarlo a San Siro, solenne, davanti a centomila persone”».

E cosa non andò?

«Berlusconi lo raccontò a Vespa che gli disse: “Ottimo. Ma lo firmi da me”. Ero furibondo. Ma è stato meglio Porta a porta. Serviva la tv».

Dopo la vittoria che succede?

«Tutto lo staff si è trovato impegnato in politica, in Parlamento o nel Governo, spostando l’attività da Milano a Roma. Io scelsi di rimanere nella mia azienda».

Ubriacatura.

«Infatti, avevo 40 anni: mi ero scordato da quanto tempo non toccavo terra, non aprivo una portiera, non avevo soldi in tasca perché pagavano per me».

E cosa hai fatto?

«Un enorme passo più lungo del gamba, tento di quotare la mia azienda in Borsa nel boom della new economy, acquisto, inglobo, ma a settembre crollano le Torri Gemelle, e con loro il mio castello di carte».

Sei indagato, nel 2003.

«Vengo arrestato nel 2005, il processo  finisce  nel  giugno 2015».

Conseguenze?

«Una ferita profonda per me e la mia famiglia, in seguito alla quale non ho più coltivato ambizioni imprenditoriali, una lezione durissima ma molte salutare».

Ora che fai?

«Il pubblicitario ma ho iniziato ad occuparmi di formazione».

L’analisi di questo voto.

«Il caos. Vince chi sopravvive. Tutte le parole e gli slogan sono stati usati e distrutti nella crisi della seconda repubblica».

E Renzi?

«Non ha uno storytelling».

Lo aveva, però!

«Secondo me si è ritagliato addosso un clone del codice berlusconiano: il giubbotto di Fonzie invece del doppiopetto, gli 80 euro invece del milione di pensione minima ed il job act al posto del milione di posti di lavoro. Però è una copia».

Ha funzionato…

«Berlusconi disse: “Per colpa dei miei alleati come Fini e Casini non sono riuscito a cambiare l’Italia!”. Matteo ha problemi con la Raggi o con rivali come Cuperlo e Stumpo».

Diverso?

«Dall’epica al grottesco. È il limite di Renzi».

Vincono i leader che usano la seduzione.

«Era l’unico modello di comunicazione politica inventato nel mondo».

“Era”?

«Poi è nato Grillo: un leader informale, carismatico ma divergente. Lui utilizza se stesso come generatore di micro-leader».

Merito suo?

«Di Casaleggio».

Che dubbi hai su Movimento?

«Voi giornalisti esaltate la vittoria ma si sono presentati solo nel 20% dei comuni!».

Cosa vuoi dire?

«Per adesso il M5S di governo è solo una meravigliosa allucinazione».

Però le due amazzoni hanno vinto.

«La Raggi si presenta come libera ma ha bisogno di tanti passaggi di controllo. Sotto la retorica della rete c’è un modello elitario. Ricordati che Casaleggio ha fatto ritirare la Bedori perché era grassa».

Non avrebbe vinto?

«Secondo loro no. Le due paladine possono produrre un “Bandwagon”, effetto emulazione. Ma governare è diverso».

Perché?

«Guarda la Raggi. È bellissima, una icona fantastica. Può fare solo meglio degli altri. Ma sarà misurata sulle aspettative che ha generato non su risultati comparati».

Sei sicuro?

«Siamo nel tempo del racconto. Tutto si può generare perché non c’è memoria: la posta si conserva i post no».

Morale?

«Nel tempo dello storytelling finiscono le appartenenze, i voti sono mobili, è più facile generare aspettative. Ma basta un secondo per deluderle».

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Labelexis Translations

Labelexis Translations offre servizi di traduzione e di interpretariato di trattativa per aziende e privati da e verso francese, inglese e italiano, avvalendosi della collaborazione di professionisti madrelingua qualificati.

Il servizio di traduzione di Labelexis Translations favorisce la qualità grazie all’adozione di strumenti tecnici specifici e cura la trasposizione non solo dei contenuti, ma anche del contesto e della cultura di riferimento. Tutte le traduzioni vengono revisionate da un proofreader, al fine di garantire uniformità, proprietà di linguaggio e precisione terminologica.

Il servizio di interpretariato di trattativa fornisce assistenza linguistica, in qualsiasi settore, da parte di un professionista con una perfetta padronanza delle lingue attive, per esigenze quali:

  • incontri e colazioni di lavoro
  • visite presso aziende
  • training tecnici

Ulteriori informazioni qui

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Lucia Arena

Nasce a Catania sotto il segno dei Pesci, Ascendente Leone appassionata e studiosa di Astrologia adesso anche ricercatrice di Aspetti Stellari e dei relativi effetti sulla vita di ciascuno di noi. Dice di lei: “Le conferme che mi danno le Stelle sono sempre di più, il lavoro che svolgo è incessante, continuo e gratificante, c’è tra me e loro una confidenza, la sinergia Universale che ci unisce è una mutua corresponsione di energie, sono legata a loro da una intesa Galattica che mi vuole sempre presente… ieri, oggi e domani, spazio tempo e l’indefinibile saranno le prove per le mie Mission”.

 

Astri inclinant, non necessitant
Gli Astri influenzano, non costringono
Tommaso D’Aquino.

 

Il suo debutto televisivo arriva nel 2009 a Telejonica, emittente televisiva catanese, dove cura e realizza l’Oroscopo della settimana.

Negli anni precedenti aveva collaborato con Radio Catania, quale ospite del programma “Buongiorno Catania” , condotto da Lilia Scozzaro, nel 2011 a Telecolor nella trasmissione “Buongiorno Catania” condotta da Carla Previtera con l’Oroscopo del giorno. Ha collaborato per diversi anni con RADIO VIDEO3 con l’oroscopo del giorno e la rubrica settimanale LE STELLE di Lucia Arena.

E con le testate telematiche “Blog Sicilia”, “Catania Oggi” e “Catania Politica”, per la quale ha curato l’innovativa rubrica “Astropolitica”.

Ha scritto, inoltre, mensilmente l’Oroscopo su “La Zona Franca” periodico di cultura, politica, costume, società e cronaca distribuito in gran parte della Sicilia. Ha collaborato con QUO VADIS dell’Editoriale periodico di informazione e cultura capillarmente distribuito a Catania e provincia con le previsioni del 2010 e con SICILIAMEDIAWEB giovane ma non meno seguito quotidiano telematico Siciliano.

Nel 2010 pubblica il libro “Oroscopo 2010: come non farsi sfuggire il meglio e poter combattere l’imprevisto”.

Segue nel 2011 “Le Stelle di Lucia Arena, Oroscopo 2011”, edito da A&B.

Attualmente realizza per l’emittente regionale televisiva Telecolor, l’Oroscopo del giorno.

Su Radio Catania, cura l’Oroscopo del giorno e una trasmissione settimanale di Astrologia e curiosità varie.

Su Radio Studio Centrale ogni lunedì mattina con una rubrica settimanale.

Su Telejonica continua l’Oroscopo settimanale, in onda tutti i giorni alle 13.50 e alle 20

Collabora con il Gruppo Editoriale “Domenico Sanfilippo Editore”, ed in particolare:

Sulla testata giornalistica “La Sicilia Web” quotidiano telematico,

Cura per il giornale “La Sicilia”, il Magazine mensile “L’Oroscopo del mese ” e realizza la pagina dedicata alle previsioni Astrologiche sul Magazine Bimestrale la “Sicilia in Rosa”.

 

“..…Perchè esiste una grande verità su questo pianeta:
chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia,
quando desideri una cosa con volonta’,
è perche’ questo desiderio è nato dall’Anima dell’Universo.
E quando tu desideri qualcosa,
tutto l’Universo cospira affinche’ tu realizzi il tuo desiderio…..”
(P. Coelho)

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